storie vere di paura…leggete e commentate kiss8

Una sera come tante mi ritrovo
a casa di amici per fare una seduta spiritica.Ormai eravamo soliti farle,ci

piaceva sapere e spesso avevamo
risposte alle nostre domande.Molti di noi, nonostante le praticavamo

spesso, eravamo molto
scettici,pensavamo che fosse qualcuno all’interno del gruppo a fare tutto ma

quella sera ci accorgemmo che
non era cosi’.Prendemmo tutto quanto l’occorente e ci preparammo,

iniziammo a chiamare uno
spirito e questo arrivo’ ma all’improvviso la moneta dove avevamo appoggiato

le dita inizio’ a girare
vorticosamente a tal punto che seguirla era una vera e propria impresa.Ma
questo

non e’ tutto infatti quando
cercammo di fare uscire lo spirito la moneta inizio’ a diventare rovente e poi

schizzo sul pavimento.Tutti
rimanemmo senza parlare per una decina di minuti e ancora oggi cercando

una risposta non capiamo cosa
sia veramente accaduto.

 

Spesso ci divertivamo ad andare
di notte nei cimiteri.Era una sfida al coraggio o una stupidata da giovani

comunque resta il fatto che
molte sere le passavamo cosi’.Una notte decidemmo di andare in un cimitero

sconsacrato, molti di noi
avevano paura anzi direi tutti ma nessuno lo voleva ammettere.All’entrata di

questo cimitero vi era un lungo
viale con ai lati le luci delle candele che lo illuminavano.Entrammo

quasi in punta di piedi
iniziammo a percorrere il viale quando ad un tratto le luci si spensero, fin
qui

direte non c’e’ nulla di strano
e li’ per li’ lo pensammo anche noi,e’ colpa del vento.Ma quando decidem-

mo di tornare indietro le luci
si riaccesero e qui una spiegazione proprio non esiste.Tutti scappammo

a gran velocita’ ma il ricordo di
quella sera ancora rimarra’ per sempre dentro di noi.Scontato dire che

da allora non entrammo piu’ in
un cimitero di notte.

 

 

Ero solito fare delle sedute con
la mia compagnia.Io ero il capogruppo e spesso mi capitava di entrare

in trance.Anche quella sera
capito’ ma fu una cosa molto pesante,ero entrato in uno stato di trance

veramente profondo.Lo spirito
entro’ dentro di me e inizio’ a parlare con i miei amici,la voce era strana

ma si capiva bene quello che
dicevo.Pensando che scherzassi provarono con un accendino a bruciarmi

una gamba ma quando videro che
non reagivo al dolore si preoccuparono.Capiro che dentro al mio

corpo vi era veramente entrata
un’entita’.Quando tornai in me non ricordavo nulla, ero stordito,non

capivo cosa era successo,
sentivo solo male alla gamba.I miei amici mi spiegarono tutto e cosi’ capii

anche quel dolore che
provavo.Ancora oggi ho la ciccatrice di quella fiamma ed e’ tutto cio’ che mi

rimane di quella sera.

Tempo fà , non mi andava bene
niente , cioè sul lavoro , in amore , a pescare , via in tutto , cosi decisi di
andare , da un medium , o meglio ,gli amici mi convinsero ad andarci e cosi
feci.

Lui mi disse che avevo una persona , che mi voleva male e mi aveva fatto una
fattura , alche io scoppiai a ridere e tornai subito a casa , ( premetto lui
non vuole una lira ) ,niente dopo un pò di giorni , le cose continuavano ad
andare male , cosi decisi di chiamare lui , niente ,mi disse che mi avrebbe
fatto un amuleto è di portarmi con me un oggetto da trasformarlo in amuleto e
di recarmi da lui alle 23,30 .
Cosi feci , niente aspettammo mezzanotte , poi lui inizio a fare un mucchio ,di
riti e mi chiese cosa avevo scelto ,per amuleto , io avevo preso una piccola
chiave , che tenevo appesa , sai in quelle casine piccolissime di legno fatte
,per tenere le chiavi , non sò se avete capito , spero di si , niente fatto
tutto , mi disse di portarla sempre con me , io la infilai alla catenina ,
passarono molti mesi e le cose stavano andando molto bene , cioè tutto era
tornato alla normalità ,

Una sera decisi di togliermi la chiave dal collo e la misi sopra il comodino
accanto al mio letto e andai a dormire , il mattino subito cercai la chiave ,ma
non la trovai, pensando che fosse caduta sotto il letto, non persi tempo ed
andai a lavorare , al mio ritorno rovistai per tutta la camera , ma la chiave
non cera , allora scesi le scale , recandomi in cucina e notai che la chiave
era nella casina di legno …………………….. non comment , con tutto questo
rimango il solito scettico di sempre
, con tutto
questo rimango il solito scettico di sempre



IL FANTASMA DI AZZURRINA

           
Nella seconda metà del XIV secolo, nel castello situato a Montebello, in
provincia di Rimini, nell’entroterra romagnolo, abitava la famiglia di
Ugolinuccio, Signore nel 1375. La serenità donata a questa famiglia fu definitivamente,
rovinosamente distrutta dalla tragica scomparsa di Guendalina Malatesta,
soprannominata Azzurrina. La sua scomparsa rimane un mistero ancora oggi.

La piccola nacque
albina e per questo fu accusata di stregoneria e destinata ad una morte
atroce.

Pur di nasconderla
e darle una speranza, i genitori non la facevano uscire dal castello e
all’interno di questo la piccola era sempre piantonata da due guardie. Vano
fu anche il disperato tentativo della madre di coprire i capelli della bimba
con delle soluzioni naturali che, a causa della mancanza di pigmentazione
dovuta alla malattia, lasciavano soltanto un velo azzurro nella candida
chioma.

 

 

 

 

Ma Azzurrina non rimarrà un semplice e sbiadito ricordo del passato, ella
diventerà una tra le più famose presenze dei nostri giorni.Il 21 Giugno dello
stesso anno, la bimba scomparve misteriosamente nei sotterranei del castello.
C’era un violento temporale e la palla con cui giocava la bambina rotolò giù
nelle segrete, fino a raggiungere una stanza adibita a dispensa/ghiacciaia.Le
guardie non ebbero timore visto che il cunicolo non aveva uscite. Ma dalle
segrete si sentì gridare.Le guardie corsero subito in soccorso della piccola,
ma non trovarono nessuno. La bimba era sparita. Quello fu il suo ultimo
giorno. 

Nel 21 Giugno dell’anno 1990 la troup televisiva RAI girò un documentario
all’interno del castello, e senza saperlo registrò una voce. La voce era
flebile, leggera. Era come un pianto confuso tra i rumori di un lontano
temporale,  non ci furono dubbi: era la voce della bambina scomparsa, la
stessa di cui si narra anche in una cronaca del ‘600, custodita all’interno
della biblioteca del castello. Era la voce di Azzurrina.

L’università di Bologna iniziò subito degli studi approfonditi e riuscì
nell’anno 1995  sempre durante il solstizio a catturare ancora il leggero
lamento che si diffondeva tra le mura del castello. Questa volta la voce era
più limpida e si sentì chiaramente chiamare “mamma”. Registrarono anche il
rumore della palla che rimbalzava e il ritocco delle campane. Nello stesso
giorno dell’anno 2000 la stessa università, registrò ancora i lamenti della
piccola. Si affermò dunque senza titubanza che quei lamenti appartenevano ad
Azzurrina, la bimba scomparsa ben settecento anni prima che nella ricorrenza
quinquennale della sua scomparsa si aggira nel castello giocando con la sua
palla alla ricerca della sua famiglia.

Facendo un salto indietro si scopre che nel 1989, dunque, l’anno prima
della prima intercettazione, il castello fu ristrutturato dagli eredi Giunti,
per creare una sorta di museo con visite guidate.Si trovarono delle gallerie
sotterranee, che furono murate per proteggere dai saccheggi i tesori e gli
averi della famiglia. Tutte le stanze furono riaperte, tranne una.Durante la
ristrutturazione, si accorsero che una stanza non era più accessibile. Danneggiare
le mura che circondano quest’atrio significherebbe mettere in pericolo tutto il
castello.Nessuno sa cosa contenga all’interno, ma si pensa che Azzurrina possa
essere scomparsa proprio in questo luogo. Ma i misteri a Montebello non
finiscono con Azzurrina. La piccola infatti si rivela solo ogni cinque anni, ma
altre presenze meno timide animano giornalmente le mura del castello.

Si dice che durante le visite guidate molte persone stiano male, in preda
ad improvvisi stati di ansia e svenimenti. Molti dei turisti sentono passi e
voci accompagnare la guida. Altro elemento interessante è una panca color rosso
sangue, dove vi è raffigurata una donna incinta all’interno di una tenda. La
panca ha più di mille anni, eppure si mantiene in perfetto stato e il suo
sfondo rosso sembra essere stato tinto con il sangue. Quest’oggetto fu un dono
portato da una delle crociate. Esso originariamente serviva al controllo
demografico. Quando il popolo da cui fu presa arrivava ad un numero
prestabilito di abitanti, le donne partorienti venivano legate sulla panca con
le gambe e le braccia legate, in maniera tale da impedire loro di partorire e
condannarle, insieme al feto, a morte certa, non prive di terribili agonie.
Nella stessa stanza dove si trova quest’oggetto, il custode, che quella sera
era impegnato nelle pulizie, sentì dei rumori e quando si voltò una donna
scalza camminava sul soffitto, fissandolo. La donna era a testa in giù e la sua
lunga chioma sfiorava il pavimento. A rendere più credibile il racconto dell’uomo
vennero in aiuto le impronte della donna rimaste indelebili sul soffitto. Solo
ora, a distanza di anni iniziano a sbiadirsi, scomparendo lentamente.

Che queste presenze siano reali o una trovata dei Giunti per incrementare
le visite rimane un mistero, l’unica cosa certa è che per quest’anno, 2005,
durante il periodo del solstizio, a nessuno sarà concesso avvicinarsi al
castello. L’università di Bologna ha bloccato le visite per meglio studiare il
fenomeno. Nel frattempo, medium e contattasti di tutt’Italia giurano di essersi
messi in contatto con la bambina, chi tramite la scrittura automatica, chi
tramite visioni, ma nessuno di essi è ancora riuscito a ridarle la pace.

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